August 08
Alla corridrice.
Il sole ha girato già due volte ed io
ancor non vedo quel bel viso adorno,
giro nel parco come un pesce in un rio
e ancor non fanno quei begli occhi ritorno
O' inimica Memoria che continui tenace
a ricordarla e al centro dei pensier la metti
O' più crudele Speranza mia fallace
che non mantieni mai quel che prometti
O' mio Destino, o' maledette Sorti
abbiate pietà dei miei tormenti
rendete quegli occhi a gli occhi miei
che senza loro gioir ormai non potrei.
Quasi fermo il mio cercar e m'arrendo
sotto una delusion che adombra mi stendo
ma la Speme che mi sa vendere il male
mi ricorda che farlo è indarno e poco vale
cosi col pensier di riveder i suoi occhi belli
meno nel luogo ove vi furon i primi sguardi
ma è inutile, perchè ovunque io guardi
ne vedo veramente tanti forchè quelli.
Ma poi d'improvviso, dov'è più forte il sole
m'accorgo che c'è un secondo lume
che fa in modo che l'atmosfer assume
luce maggior' che non brucia e non duole
seppur so lontano la riconosco, è lei.
E mentre mi fermo, siedo e poso lo zaino
penso che no v'è altr'esser a cui gli dei
han donato l'agilità elegante di un daino
che mentre si muove o salta un cespuglio
riesce ad esprimere ingenuità e sensibilità
pur non mancando nel suo corpo, divino intruglio
un'abbondante ma non volgare sensualità.
Ma come il daino, sebbene abbia corpo robusto
che può spazzar l'ostacolo di qualche arbusto
teme l'attacco di chiunque sembri un cacciatore
che possa attentare alla sua schiena o al cuore
e farle male, perciò non m'avvicino
ma come un cacciatore faccio la posta
e aspetto che nella strada che fa da costa
al prato su cui siedo, passi il suo visino
Non ho il superbo desio di fermarti e farti mia
non credo di meritar ancor quest'alto pregio
e poi conoscendoti perderei il privilegio
di sciver d'una musa ch'esiste sol' nella testa mia.